Enna, ombelico della Sicilia, rappresenta una fusione di dominazioni iniziate con i Sicani e terminata con i Borboni. Vanta un'origine antichissima, città Santa per il culto di Cerere, dea delle messi, e per il mito di Proserpina, è assai interessante per gli splendidi e vasti panorami che vi si godono, per i quali fu ed è ancora chiamata oggi "Belvedere della Sicilia".
Deve il suo nome al fondatore Ennio, un Sicano che la chiamò: "Ennaien", che vuol dire abitare dentro, o all'espressione En-naan, che vuol dire fonte di delizia. I Romani, poi, la chiamarono "Castrum Ennae", ossia campo fortificato d'Enna. Gli Arabi, inseguito, la denominarono " Kars Yani ", diventato poi Castrogiovanni, che è il nome mantenuto fino al 6 dicembre del 1926, quando Mussolini la eresse come capoluogo di provincia ridandole il suo vecchio e glorioso nome "Enna". Artisticamente molto ricca, la città presenta innumerevoli monumenti, che lasciano trapelare le origini delle diverse dominazioni subite nel corso dei secoli . Quella Sveva si distinse tra tutte per aver marcato con il proprio stile alcuni dei più importanti monumenti della città , tra cui il Castello .
Il Castello detto di Lombardia posto nella parte più alta , nasce come piccolo insediamento dei Siculi, subisce numerose modifiche e migliorie nel corso dei secoli, uno dei più grandi rifacimenti fu quello ad opera degli Arabi, che lo trasformarono in un'autentica fortezza. Deve il suo attuale aspetto agli Svevi prima, agli Aragonesi dopo. Prende il nome di "Castello di Lombardia" per l'insediamento di una guarnigione cavalleresca lombarda che vi risiedette .
Vasto 27000m. ha la forma quasi quadrata con un angolo un po' acuto, con una fascia alla base la quale è elevata dal terreno in tutti i suoi punti su pietra massiccia, alta 9m.. E' diviso internamente in tre cortili, la cui indipendenza unita alla sobrietà della struttura lo resero inespugnabile per secoli. I tre grandi cortili erano difesi da venti torri delle quali ne rimangono solo sei. Tra le rimanenti si ricordano: la "torre della Campana" nel cortile degli "Armamenti", così chiamata in quanto in essa era custodita una campana, che veniva suonata ogni qualvolta un prigioniero tentava di fuggire, oppure quando vi era pericolo d'invasione.
Uno dei cortili, precisamente “degli Armamenti”, ospita attualmente un teatro stabile all'aperto definito come: "Il teatro più vicino alle stelle". Da questo cortile, passando per la porta "della Catena", si giunge al cortile "delle Vettovaglie", il più grande del castello. Il terzo cortile chiamato "di San Martino" è quello meglio conservato; in esso si trovano la "torre Pisana", la maggiore del castello, merlata alla ghibellina, che dagli Arabi fu chiamata "delle Aquile"per gli avvoltoi che venuti dai monti circostanti vi si posavano ; dai Normanni, poi, fu chiamata "Pisana", perché la custodia e la difesa furono affidate ai drappelli di lance pisane dell'esercito del conte Ruggero. Dalla sua sommità si può ammirare un vastissimo panorama .
All'interno del castello, esattamente nel primo cortile, vi era la chiesa di S. Nicolò, che sembra sia stata, anticamente, il tempio dedicato a Giunone, dea della Grandezza, sorella di Cerere.
Scendendo dal castello per la Via Roma s'incontra la chiesa di San Francesco di Paola .
chiesa di San Francesco di Paola
Essa fu offerta, nel 1601, dall'autorità municipale ai monaci, che la restaurarono. All'interno conserva stucchi barocchi che incorniciano i portali; sugli altari si trovano: un dipinto ad olio d'autore ignoto raffigurante la "Presentazione al Tempio", una statua di marmo della Madonna di Loreto, opera del Gagini , e un busto di S. Francesco sempre del Gagini . Pregevole è una croce in onice, col Crocifisso in vetro mosaico, che attraversato dalla luce produce suggestivi effetti.
Continuando a scendere per la via Roma si trova il Duomo
Duomo
composito nella struttura stilistica, con influssi gotico catalani, evidenti nell'abside e negli impianti degli archi, nel catino e nelle cappelle del presbiterio, e rinascimentale barocchi nel portico, nel torrione che fu ricostruito più volte , le navate, il transetto e la porta "sottana".
L'interno della chiesa, a croce latina, è diviso in tre navate da due file di colonne in alabastro nero, sulle quali poggiano direttamente i muri sostenuti da grandi arcate, vanta un magnifico soffitto ligneo, opera d'Andrea Russo di Collesano. Il complesso degli ornamenti delle intelaiature del coro, il palco dell'organo ed il fercolo della Madonna sono opera del napoletano Scipione da Guido. Alla fine del ' 500 fu creata la cappella del Battistero, che subì radicali trasformazioni alla fine del '600. La cappella della Madonna fu rifatta nel ' 700, pur conservando stucchi del '500. Del XVII sec. sono le pitture del Borremans e il pavimento di marmo del transetto. E' difficile risalire alla data di costruzione del Duomo, perché l'incendio del 1446 ha distrutto gran parte dell'archivio, del tesoro e della stessa costruzione, in ogni modo parte della forma architettonica conservata risale a prima del 1307. Anno in cui la regina Eleonora d'Aragona fece erigere il Duomo, in onore dell'infante Pietro, su una già preesistente chiesa o tempio, probabilmente dedicato a Cerere.
Pregevoli all'interno l'acquasantiera del Gagini, il pulpito di marmo del Gallina (scultore ennese), i capitelli di due colonne in stile gaginiano, il cancello del fonte battesimale, che originariamente era la porta dell'harem del castello in epoca araba, e il portale del Salemi . .
Attiguo al duomo è Museo Alessi , che conserva una notevole quantità di documenti storico-artistici risalenti al periodo che va dalla preistoria agli inizi del XX° sec. d.C .. Nel piano terra si trova la pinacoteca, che comprende due sale: la sala Alessi che prende il nome dal fondatore, in cui sono esposte le opere che facevano parte della raccolta originaria, costituita da tavolette bizantine, da tavole del 400/500, vedute del porto, di cui una attribuita al Canaletto ; nella seconda sala sono collocate opere di provenienza diversa. Al piano interrato sono custoditi arredi e paramenti sacri, di non comune perfezione e bellezza. Al primo piano, in apposite vetrine a sala sono raggruppate le opere d'argentieri e orafi siciliani per epoca e stile. Vi sono custodite la corona della Madonna, del 1653 in oro traforato abbellita da smalti policromi ed impreziosita da diamanti, rubini e smeraldi, e il Pellicano del ‘ 500. Nel soppalco si trova la raccolta archeologica e numismatica del canonico Alessi .
Sita di fronte al Duomo vi è la Chiesa di S. Michele Arcangelo
Chiesa di S. Michele Arcangelo
ex moschea araba costruita per sfidare la chiesa cattolica. E' in stile coloniale spagnolo nella facciata, l'interno è a forma circolare con il pavimento in maiolica e attorno all'altare maggiore ci sono cinque cappelle. Attualmente in restauro.
Nella vicina Piazza Mazzini si visiti il Museo Archeologico o Varisano , inaugurato nel 1985, espone in cinque ampie sale materiali archeologici ritrovati nel territorio ennese risalenti al VII sec .a.C. Nella prima sala sono esposti reperti provenienti da Capodarso e da Calascibetta . Nella seconda sala, detta di Enna, sono esposti i reperti ritrovati nelle campagne di scavi condotte, nel 1979, nel territorio urbano. Nella terza sala, o sala di Pergusa, sono esposti elementi che testimoniano la presenza di popoli molto antichi, che fin dalla preistoria hanno abitato i dintorni del lago. La quarta sala, o di Rossomanno, racchiude i reperti che documentano la vita in questo sito. La quinta sala è detta delle vetrine a stella o del territorio, che espongono gran parte dei reperti ritrovati nelle indagini archeologhe in alcuni siti come: Assoro, Agira, Cerami e Pietraperzia .
La vicina chiesa di Santa Chiara , costruita tra il 1614 e il 1616 per volere del nobile Francesco Rotundo , fu sede dei Gesuiti fino al 1767, anno in cui la chiesa e il collegio furono affidate alle Clarisse. Abbellito su iniziativa delle suore con inferriate a petto d'oca nelle finestre e nel coro . La scalinata gli conferisce un aspetto di grandiosità. Il suo interno, secondo i canoni dei Gesuiti, è costituito da una sola navata, le cui pareti sono state trasformate quando la chiesa, dopo la II Guerra Mondiale, è diventata Sacrario dei Caduti.
Pregevoli rimangono il pavimento di maiolica dai colori sgargianti, che risale al 1850, in cui sono raffigurate una veduta della città di Santa Sofia e un battello a vapore, che indica la vittoria del Cattolicesimo sull'Islam.
La piazza davanti alla chiesa un tempo costituiva il confine della vecchia Enna, ed era detta "Porta del Sole", perché proprio in essa si trovava la porta dedicata al dio Sole.
Tra il Duomo e la piazza Matteotti non si può non visitare la chiesa di San Marco .
Edificata nella prima metà del ' 500, sui ruderi di una sinagoga ebraica. La chiesa è a navata unica con altare maggiore del ' 600, in legno artisticamente lavorato e rivestito d'oro zecchino, presenta una balconata del coro in stile Barocco.
In piazza F. Crispi, al centro, si può ammirare una fontana con una riproduzione di bronzo del "Ratto di Proserpina" del Bernini. Dalla balaustra della piazza, caratterizzata dallo stemma di Enna, si gode una vista suggestiva sull'Etna, le Madonie e Calascibetta.
Girando in piazza Matteotti e continuando sempre per la via Roma, all'incrocio con la piazza Giovanni XXIII, si trova la chiesa di San Tommaso , che conserva un'icona del XVI sec., dello scultore Mancino e dipinti di Saverio Marchese.
Si concluda la visita della città con la Torre di Federico II, e la chiesa di Monte Salvo.
La Torre di Federico è comunemente chiamata "Castello Vecchio", perché sorge sulla piattaforma di un antichissimo castello. E' alta 24m ., di forma ottagonale e circondata da una triplice muraglia ormai distrutta dal tempo. Una stretta porta è l'unico suo accesso; le mura hanno lo spessore di 3.30m . . A piano terra vi è un ampio salone, con la volta sostenuta da archi di pietra intagliata di stile gotico, che prende luce da tre finestre ogivali ed ha al centro un'apertura circolare, forse l'ingresso ad un sotterraneo, che anticamente serviva a collegarlo al Castello di Lombardia. Una scala a chiocciola ricavata nello spessore del muro perimetrale, conduce al secondo piano, costituito anch'esso da un solo ambiente della stessa grandezza e forma di quello inferiore, con due finestre rettangolari in stile trecentesco. La scala finisce sulla terrazza scoperta, che come appare dai capitelli esistenti è, probabilmente, l'avanzo di un terzo piano non completato. Restaurata nel XIII sec. da Federico II è l'unica opera del grande imperatore che in Sicilia porti il suo nome.
La chiesa di Monte Salvo è sita in una splendida e amena posizione, centro geografico della Sicilia, il Santuario sorge accanto alla cappella originaria fatta erigere dal Cavaliere di Malta, Don Giovanni Grimaldi. All'interno si trova un quadro di "San Michele in lotta con i demoni", del 1604, considerato miracoloso dal popolo così come la "Madonna col Bambino", affrescata nell'adiacente cappella.
Fra le feste religiose più suggestive ci sono i riti della Settimana Santa : che iniziano la Domenica delle Palme detta "della Passione", infatti, in questo giorno hanno inizio in base ad un calendario le processioni delle confraternite, che dalle loro rispettive chiese, ad un orario ben preciso, si portano al Duomo in adorazione del S.S. Sacramento, concludendosi il Mercoledì Santo. Particolarmente suggestiva è la processione del Venerdì Santo, che coinvolge tutta la cittadinanza, essa parte dal Duomo e attraversa tutta la città nel più assoluto silenzio e nella massima compostezza, accompagnata dal cupo e lento rullio dei tamburi. La Domenica di Pasqua è festeggiata la cosiddetta "Paci" e la domenica successiva la "Spartenza", cioè l'incontro della Madonna con Cristo e la loro separazione per opera dello Spirito Santo.
Si ricordi anche la festa patronale dedicata a Maria S.S. della Visitazione, celebrata il 2 luglio. La popolazione è svegliata alle 7 : 00 da 100 ed un colpi di cannone, la sera il simulacro della Vergine, ricoperto d'oro, viene portato in spalla, su una nave d'oro, detta "vara", dai confrati scalzi e vestiti di bianco. La processione percorre le strade che dal Duomo portano a Monte Salvo. La serata si conclude con favolosi giochi d'artificio. Dopo quindici giorni si ripete la processione che percorre il tragitto a ritroso.
A 5Km dal capoluogo si trova il LAGO DI PERGUSA dove, secondo il mito, avvenne il rapimento di Proserpina da parte di Plutone.
D'origine tettonica, unico bacino naturale esistente in Sicilia, ricco di flora batterica solfossidante che, ciclicamente, ne arrossa le acque, il lago di Pergusa è area di transito, di sosta e di svernamento di molti uccelli acquatici.
La pineta, che in esso si riflette e che al suo interno, in appositi recinti ospita esemplari di fauna, autoctona ed alloctona, è attrezzata di barbecue, scivoli e giostre, e nelle belle giornate è meta privilegiata di turisti e residenti.
L'impianto sportivo realizzato attorno al lago, si inserisce degnamente tra i migliori circuiti internazionali. La stagione motoristica, che vi si svolge annualmente (inizia nel mese di marzo e si conclude ad ottobre), è ricca di manifestazioni di prestigio. |